Non scrivo perché.
Scrivo solo che è uno di quei giorni in cui anche una bella giornata diventa triste.
Anche quando sei circondata dalle persone che ti amano, qualcosa dentro rimane silenzioso e lontano.

È un giorno fatto di ricordi belli, ma di quei ricordi che fanno piangere.

La mia mamma era una persona semplice.
Ma era soprattutto una persona buona, con il cuore aperto a tutti.

Non diceva mai di no, anche quando magari non aveva la possibilità di fare qualcosa. Piuttosto prendeva da sé e lo faceva lo stesso.

Amava cucinare. Amava tantissimo cucinare.
E tutti amavano venire da noi per pranzi e cene.

Era felice quando gli ospiti andavano via e non rimaneva nulla per il giorno dopo.
Per lei cucinare era leggerezza, era svago.

Tornando dal lavoro, in un attimo poteva creare un pane, una brioche, un calzone.
A me piace cucinare, tanto. Ma io non sono come lei.
E forse non lo diventerò mai. Lei era unica.

Quella sua leggerezza — alzarsi presto per accontentare tutti con qualcosa di buono — mi ha insegnato il valore della tavola: soprattutto nei sabati e nelle domeniche, nelle feste, nei momenti da condividere.

Perché le feste non sono fatte da cibi straordinari.
Sono fatte dalle stesse cose di ogni giorno, ma messe in un contesto diverso, con un significato diverso.
E allora diventano speciali.

Ho capito tutto questo solo diventando grande. Prima lo davo per scontato.
E solo diventando anch’io mamma, moglie, donna adulta, ho capito il prezzo silenzioso di quell’amore quotidiano.

E mi manca.
Mi manca tanto.

Nella mia vita ho avuto due mamme: la mia mamma e mia suocera, che per me era davvero una mamma.
Anche lei una cuoca straordinaria. Una donna che bastava guardare per capire la sua bellezza interiore, la sua umanità e la sua sincerità rara.

Mi ha insegnato tanto. Mi ha fatto capire tanto.
E anche lei mi manca.

Credo che ci siano tante persone come me, che anche a quasi sessant’anni sentono ancora la mancanza della propria mamma.

Per questo voglio dedicare questo giorno a tutte le mamme del mondo.
A quelle che sono accanto a noi il più a lungo possibile.
E a quelle che non sono più accanto a noi fisicamente, ma restano vive nella memoria.

Perché quella memoria ci accompagna per tutta la vita.
E ci permette di trasmettere ai nostri figli ciò che loro hanno trasmesso a noi.

 

 

Ciao, mamma.💛

 

Il cibo è anche memoria.
È un filo invisibile che lega il passato al presente.

E a volte basta un profumo — burro, crema, frutta — per far tornare tutto: una cucina, una voce, una presenza.
Non è solo nostalgia. È amore che continua, in un modo diverso.

Perché alcune storie restano parole.
Altre continuano a vivere anche in cucina.

La cucina è il luogo dove torniamo a noi. 

Se questo racconto ti ha fatto compagnia, puoi continuare il percorso qui.

Sul blog Keto senza rinunce trovi ricette semplici, idee quotidiane e una guida gentile per vivere la dieta chetogenica senza confusione.

Se vuoi continuare:

Scopri le ricette chetogeniche
Leggi altri Racconti di cuore →
Inizia da qui: Cos’è la dieta chetogenica →