Noi siamo ciò che vogliamo essere

Ci sono frasi che sentiamo spesso, quasi senza pensarci.
Una di queste dice che siamo ciò che mangiamo.

Io però ho sempre pensato che siamo anche ciò che vogliamo essere.

Non è una frase motivazionale.
È una responsabilità silenziosa.

Nella vita ho sempre creduto che ognuno di noi diventi ciò verso cui cammina. Non sempre ciò che sogna. Non sempre ciò che immagina. Ma ciò che costruisce, giorno dopo giorno, con piccoli gesti ripetuti nel tempo.

Voler essere… ma fare cosa?
È facile dire: “Volevo essere diversa. Volevo arrivare lì.”
Poi arriva la domanda più onesta: cosa hai fatto per arrivarci?

Non è una domanda dura. È una domanda vera.

Perché sì, esistono ostacoli. Esistono deviazioni che non scegliamo, periodi che rallentano, situazioni che ci cambiano la strada. Ma voler essere qualcosa non significa diventare un personaggio o stravolgere la vita.

A volte voler essere è semplicemente avere una meta.
E le mete richiedono tempo, pazienza, costanza.

Essere, infatti, è anche un’abitudine.

Il nostro carattere, la nostra salute, la nostra energia sono profondamente legati alle abitudini. E le abitudini nascono dalle scelte quotidiane.

Anche dal cibo.

Quando una persona decide di cambiare alimentazione, non cambia solo ciò che mette nel piatto. Cambia il rapporto con sé stessa.

All’inizio non è facile:
il palato deve abituarsi,
serve più tempo per cucinare,
serve organizzazione,
serve volontà.

E spesso proprio lì molti si fermano.

Ma non dovrebbero.

Perché ogni piccolo sforzo è già un passo verso la persona che si desidera diventare. Non sempre arriviamo esattamente dove avevamo immaginato, ma quando ci mettiamo dentro noi stessi qualcosa cambia comunque.

Nasce un equilibrio nuovo.
Nasce una consapevolezza diversa.
Nasce una forza che prima non avevamo.

E questo è già un risultato.

Cosa c’entra la cucina con tutto questo?
C’entra moltissimo.

La cucina è energia. È scelta. È disciplina gentile. È piacere.
È quel momento in cui possiamo dirci: provo ancora, continuo, vediamo cosa succede.

Ogni volta che cuciniamo qualcosa di buono per noi stessi, stiamo facendo molto più di preparare un piatto: stiamo prendendoci cura della persona che stiamo diventando.

 

Cucinare è un modo silenzioso di restare fedeli a se stessi.

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